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Enzo Biagi intervista Bill Gates

Una bella intervista che parla di tecnologia e società, dell’uomo e le sue aspirazioni e la visione di ciò che è attorno a se e agli altri. A distanza di 13 anni leggo sul Fatto quotidiano di oggi (15 giugno 2014) questa intervista a Bill Gates fatta dal grande giornalista Enzo Biagi che poi riporta nella sua famosa trasmissione “Il Fatto“, riprendo l’articolo e l’analizzo secondo il mio punto di vista.
Ho deciso di commentarlo e presentarvi un estratto poiché il giornalista riesce a far risaltare il bello che è nell’uomo più ricco del mondo ma soprattutto quel che è alla base della rivoluzione informatica.
Al di là delle sue convinzioni sul capitalismo, Bill Gates riesce a spiegarci la sua passione dirompente, il suo sogno che diventa realtà e del quale ne hanno beneficiato molti uomini indipendentemente da razza, cultura o posizione geografica. La sua è stata una rivoluzione sociale che ha dato una possibilità in più a tutti noi, mi è piaciuto molto che lui parlasse di condivisione, di comunità parlando della globalizzazione e poi ha parlato di libertà del WEB. Pensiamo oggi, dopo ben 13, cosa è avvenuto nel mondo arabo, parliamo anche del software libero che forse è nato a causa o finanche grazie alla rivoluzione di Bill Gates e della Microsoft (un pò come dire che: “il predatore migliora la preda“).
Segue uno stralcio dell’intervista con alcune mie leggere modifiche per risaltare quel che per me è importante alcune parti le ho omesse perché retoriche o ininfluenti ai concetti principali che volevo riportare. Ho inserito delle integrazioni puntuali con quel che ne penso io al riguardo in [colore blu].

Signor Bill Gates cosa l’ha indotta a dedicare la sua vita al computer?
Quando andavo a scuola, lal’età di 13 anni, ebbi per la prima volta la possibilità di utilizzare un computer. L’idea di gestire un programma mi affascinava moltissimo. […]
Cosa fece la sua famiglia di fronte a un ragazzo che aveva idee ben precise sul futuro?
Il computer era l’unica cosa per me importante. I miei genitori mi spinsero a coltivare altri interessi, leggere libri che non trattassero di informatica. Col tempo compresi la positività di questo.
Cosa accadde in famiglia quando lei comunicò di essere intenzionato ad abbandonare gli studi?
[…] Di fronte all’entusiasmo di intraprendere una nuova strada mi diedero il loro appoggio, anche loro erano convinti che l’informatica fosse il mio settore. Molta della fiducia che ho in me stesso e la volontà di tentare sempre strade nuove, mi vengono dal modo in cui agirono i miei genitori nei miei confronti.
Che cosa rappresenta il computer nella storia dell’umanità?
La storia del progresso dell’uomo è fatta di strumenti: per lavorare, per il trasporto. […] Il computer è lo strumento migliore per consentire alle persone di collaborare, di sperimentare le proprie idee.
Che cosa comporta questo sistema di comunicazione che supera tutte le barriere, ci permette di entrare negli archivi del Congresso americano, nelle meraviglie del Louvre e anche nei programmi pornografici?
Strumenti così ci danno la libertà. Libertà di soddisfare le nostre curiosità, di trovare persone  con interessi simili ai nostri [vedere anche quel che ho scritto in idee chiare in mondi confusi. Come affrontare la liquidità del mercato]. Sono molto ottimista circa il fatto che i giovani si avvarranno del computer per coltivare i loro interessi. La gente eserciterà un maggior controllo sulla propria vita e sarà in grado di personalizzare ciò che vede e fa, evitando così di perder tempo. [non sono assolutamente d’accordo sul maggior controllo della propria vita anzi i mezzi tecnologici ci estraniano dal mondo reale perché a volte concepiti per catturare la nostra attenzione e tempo, credo anzi nella decrescita felice che non vuol dire abbandonare la tecnologia ma usarla mettendo al centro l’uomo e non il portafogli] […].
Non c’è il rischio che gli Stati possano condizionare le informazioni e i movimenti di denaro?
La rete informatica Internet è globale e pertanto solleva questioni interessanti circa i limiti nazionali [..] le frontiere diventano meno importanti […] sono convinto che nessun governo si opporrà all’arrivo di Internet perché sarebbe come chiudere il sistema telefonico o quello postale . Internet sarà fondamentale per  chi vorrà far parte dell’economia mondiale.
Già la gente non si scrive più. Gli innamorati si telefonano e il telefono serve anche per fare l’amore. Internet che cosa aggiunge e cosa toglie?
Con la posta elettronica si sta tornando alla situazione originaria, perché bisogna essere in grado di sapersi esprimere e il saper scrivere sta tornando molto importante. Con una differenza: oggi si può comunicare, da un capo all’altro del mondo, in tempo reale e direttamente con una organizzazione o con il responsabile di una società. Attraverso il mezzo elettronico le idee vengono maggiormente condivise.
La rete cancellerà le frontiere geografiche e politiche?
Sicuramente non eliminerà le frontiere, ma oggi abbiamo capito di fare parte di una comunità più grande. […] Internet può portare verso una maggiore libertà tale da incoraggiare il dibattito politico [sarà forse un precursore del M5S, gli statunitensi non ne son mai stati ostili come gli europei a tal proposito ricordo quanto di filo grillino disse l’ambasciatore degli Stati Uniti (versione Grillo e versione filogovernativa del pompiere della sera)].
Questo dialogo tra un continente e l’altro senza stringersi la mano: non è che la gente rimarrà ancora più sola?
Grazie ad Internet puoi soddisfare le tue esigenze in maniera più rapida, ad esempio: organizzare un viaggio o comprare un biglietto aereo più economico. In questo modo puoi utilizzare meglio il tuo tempo e dedicarlo ai rapporti interpersonali. […] [anche qui vuol vendere il proprio prodotto, come si potrà leggere dalla “decrescita felice” la tecnologia è un falso mito della felicità  in quanto in realtà ti costringe a fare molte più cose che l’umano non possa “digerire” perché te ne fa far tante ognuna in poco tempo, quanto ai rapporti interpersonali Facebook ci seduce facendoci attaccare al proprio cellulare per pettegolezzi elettroni creando isole ad un metro di distanza. Una grande chimera è il computer user friendly] […] Il computer offre molti strumenti per ridurre la solitudine. [mi viene in mente una applicazione per Nintendo che conta i passi e in base ai punti ottenuti ti fa giocare ad un giochino in cui tra l’altro nuovi amici stretti sono altri punti…]
Il computer crea lavoro o toglie occasioni?
Il numero di posti di lavoro è potenzialmente illimitato e lo sarà fintanto che la società avrà dei bisogni da soddisfare. [anche qui non posso che confermare collegandomi anche al mio  idee chiare in mondi confusi. Come affrontare la liquidità del mercato] […]
Dopo il frigorifero in ogni casa ci sarà un computer. Lei punta a 500 milioni di utenti. Soltanto la Cina ha una clientela più vasta: non sente qualche responsabilità?
[…] La nostra industria deve impegnarsi a rendere il computer meno costoso e più facile da usare[sinceramente da quando è uscito questo articolo, nel 2001, personalmente ho assistito ad un rimescolamento delle carte nelle funzionalità del sistema operativo per cui quel che sapevi far bene prima, poi, perdendone traccia, è diventato tutto difficile per poter chiedere l’intervento dei super specialisti]. E’ importante capire che il computer è come un foglio in bianco che può esser usato in tanti modi. […]
Lei ha dei nemici e nel caso chi sono?
Nel mondo degli affari non si hanno dei veri nemici. La concorrenza serve a realizzare prodotti migliori e questo contribuisce a far crescere l’attività. La strada da seguire è di trascorrere molto tempo con i clienti e fare grossi investimenti a lungo termine nella ricerca e lasciare che queste due cose si combinino nella giusta misura.
Signor Gates, lei è considerato l’uomo più ricco d’America e probabilmente del mondo, deve essere piacevole la sensazione che si prova ad avere tanti quattrini.
[…] Per me, che ho avuto tanto successo è un dovere aiutare gli altri e ho scoperto che farlo mi piace quanto il mio lavoro. Spero che lo facciano tutti che dispongono di molto denaro.
Lei dando centinaia di dollari in beneficenza, vuol farsi perdonare d’esser così ricco?
[…] Con mia moglie Melinda stiamo pensando di creare una fondazione per aiutare i poveri e nello stesso tempo di aiutare i bambini a crescere lontano dalla strada, ad andare a scuola, ad avere una educazione.
Tutti ci guardiamo con simpatia, se dovesse fare il suo ritratto cosa direbbe?
Sono un ottimista, ho tanta energia, mi piace leggere, mettere in discussione le cose tradizionali soprattutto quando si parla di tecnologia innovativa, credo che lo sviluppo di nuove tecnologie possa contribuire ad aiutare i più deboli [qui forse pensava a Stephen Hawking, peccato che lui è un fans di Star Trek dove però la moneta non esiste esiste solo una sinergia collettiva per il bene comune]. Mi piace l’idea di poterlo fare.
Cosa vede nel futuro?
[…] Cerchiamo di insegnare al computer di comprendere la parola: il riconoscimento vocale aiuterà i disabili, le persone non autosufficienti. Cerchiamo di personalizzare il lavoro con i sistemi automatici. Stiamo studiando naturalmente la possibilità della cosiddetta intelligenza artificiale […] Amo sorprendere la gente.

Infine oltre a precisare che, criticando le affermazioni fatte da Gates non ho nulla contro di lui anzi da quanto dice ho trovato qualitativamente molte cose che mi toccano perché giudico importanti che cose retoriche e da chi coltiva il proprio “orticello”.
Infine termino con una nota che riporto sempre dal “Fatto quotidiano” di oggi di cui non posso sottovalutare per la valenza socio-politica che ha il sapore contraddittorio e puerile della realtà italiano e cioè della vicenda Biagi-> editto bulgaro.
In America, un imprenditore [più ricco del mondo] considerava l’incontro televisivo con Enzo Biagi importante e fondamentale per la sua comunicazione. In Italia un altro imprenditore [corruttore ed evasore, ndr] si era dato alla politica[più volte, poi, presidente del consiglio], considerava Biagi una voce da spegnere“.

AINO Giuseppe
(l’autore)

Bill GatesEnzo BiagiInformaticainternetWEB

Eniac • 15/06/2014


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